Diritti: successo a Riccione per l'Università di Ossigeno - di Maurizio Sansone
27 Nov 2007
Diritti: successo a Riccione per l'Università di Ossigeno
Roma 27 novembre 2007
di Maurizio Sansone
Tre giorni per parlare di donne sui temi della laicità, dell’uguaglianza e della pluralit. Tre giorni dedicati a Hina Salem, la ragazza marocchina uccisa qualche mese fa dai suoi parenti perché aveva deciso di vivere all’occidentale. L’associazione Ossigeno si è data appuntamento a Riccione da venerdì 23 a sabato 25 novembre per un seminario, la "prima Università di Ossigeno" che ha visto il coinvolgimento di tantissime persone, oltre 100 che hanno partecipato in maniera appassionata ai lavori di quello che chiamare convegno sarebbe improprio. Per ogni sessione, dedicata a un tema specifico, dalla cultura del rispetto alla violenza di genere, all’altermondialismo delle donne, il programma prevedeva una breve introduzione dei relatori, e poi un ampio dibattito. Ognuna delle sessioni, quattro in tutto tra venerdì e domenica, si è protratta bel oltre l’orario definito e un paio di volte i partecipanti all’Università hanno rischiato di saltare il pranzo o la cena.
L’organizzazione, curata dalla presidente dell’associazione Katia Bellillo, e dalla segretaria Silvana Bisogni, è stata faticosa, ma praticamente perfetta, grazie anche all’entusiasmo dei partecipanti, oltre la metà dei quali giovani con meno di 30 anni. Tra i relatori, i deputati del Pdci Elias Vacca e Nicola Tranfaglia, la deputata di Rifondazione Mercedes Lourdes Frias, la consigliera al comune di Torino Piera Levi Montalcini, Federica Pezzoli, di Arcigay Roma, Anissa Smati, dell’associazione algerina "Association Femme en Communication", Shahrzad Sholeh, presidente dell’associazione "Donne democratiche iraniane", Nella Condorelli, giornalista di Articolo 21.
Da sottolineare anche l’ingresso di Ossigeno in una rete internazionale. Sabato sera, infatti, è stato firmata la bozza di accordo con Sihem Habchi, presidente dell’associazione francese "Ni putes, ni soumises", né puttane né sottomesse, a sua volta collegata in rete con una decina di altre associazioni in paesi di tutto il mondo, compresi quelli dove per la condizione della donna bisognerà lavorare davvero tanto, come l’Arabia Saudita
Probabile, viste le richieste e le nuove adesioni pervenute all’associazione, che nei prossimi mesi nascerano comitati regionali in altre regioni oltre l’Umbria, la prima ad aver creato un proprio coordinamento autonomo.
Il 16 giugno il movimento lgbt italiano ha convocato a Roma il Pride Nazionale. L’obiettivo è quello di difendere la sovranità dello Stato, e rivendicare l’avvio di una stagione di riforme democratiche, civili, tese a garantire ad ogni persona l’opportunità di scegliere come vivere la propria vita.
Con il Pride i cittadini omosessuali ripropongono a tutto il paese e alle sue istituzioni tre concettiprimari: uguaglianza, laicità, pluralità. Suonano il campanello d’allarme spronandocia combattere la violenza e l’inciviltà imposta dalle tradizioni che tendono a mantenere le discriminazioni fra le personecontrabbandando per naturale ciò che è esclusivamente un prodotto culturale.
Il diritto alla vita significa lavoro e salario dignitosi, ma anche considerare inviolabili i confini del proprio corpo ed avere la protezione contro ogni tipo di aggressione, avere la possibilità di godere del piacere sessuale e di scelta in campo riproduttivo.
Noi comunisti siamo convinti che le differenze devono essere considerate un valore aggiunto, non occasione per discriminare, escludere, perseguitare o pretesto per recuperarela cultura degli abusi e delle sopraffazioni tanto cara alle concezioni neo integraliste e fasciste.
La lotta del movimento omosessuale è anche la nostra lotta per questo i comunisti il 16 giugno ci saranno per difendere la democrazia, per l’uguaglianza dei diritti contro ogni discriminazione.
Bellillo: Giornata Nazionale della libertà di pensiero, di coscienza e di religione
18 Feb 2007
Bellillo: Giornata Nazionale della libertà di pensiero, di coscienza e di religione
Roma 17 febbraio 2007
Katia Bellillo ha presentato alla Camera dei Deputati una nuova proposta di legge recante “Istituzione della Giornata Nazionale della libertà di pensiero, di coscienza e di religione il giorno 17 febbraio”, accogliendo la proposta avanzata dal mondo evangelico italiano e sottoscritta dalla Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni.
La data del 17 febbraio è particolarmente significativa per la laicità delle Istituzioni e per la cultura laica:
a) il 17 febbraio 1600, a Campo dei Fiori, a Roma, dopo un processo farsa messo in scena dall’Inquisizione, veniva arso vivo, come eretico, il filosofo nolano Giordano Bruno, campione del libero pensiero e della libertà di coscienza;
b) il 17 febbraio 1848, con le Lettere Patenti, il Re sabaudo Carlo Alberto, concedeva i diritti civili ai valdesi e, successivamente, anche agli ebrei, evento fondamentale per la libertà religiosa in Italia.
14 gennaio. Manifestazione per i Pacs: il testo dell'appello
09 Gen 2006
Il testo dell’appello
Il desiderio di libertà delle cittadine e dei cittadini di questo paese è un fiume in piena. Noi, donne e uomini, lesbiche e gay, eterosessuali e bisessuali, transessuali e transgender, credenti e non, cittadini italiani e portatori di altre culture, vogliamo essere protagonisti della nostra vita. Chiediamo il rispetto delle nostre identità, delle nostre specificità, della nostra creatività. Rivendichiamo il diritto a portare avanti in modo autonomo il nostro progetto di vita, e a costruire, come facciamo, solidarietà, coesione sociale, relazioni d’amore. Vogliamo ribadire il nostro desiderio di vivere in un paese laico e la richiesta di riforme attente ai diritti civili, a partire da una legge sul Pacs che, sulla base dell’art. 2 della Costituzione, dia riconoscimento giuridico alle coppie che lo vogliano, dello stesso sesso o di sesso diverso.
Coppie di fatto: mozione tipo per gli amministratori
20 Dic 2005
Coppie di fatto: mozione tipo per gli amministratori
a cura del Dipartimento Diritti Civili
20 dicembre 2005
Invitiamo tutti i nostri amministratori a presentare una mozione per favorire il superamento delle discriminazioni civili sulla base del testo che segue.
Premesso che il fenomeno delle "unioni civili" o "unioni di fatto" trova un sicuro fondamento costituzionale negli articoli 2,3 e 29 della Costituzione, in quanto l'unione civile non si pone in contrasto con la famiglia, così come riconosciuta e garantita dalla Costituzione all'art. 29, posto che "la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio" e pertanto, nel riconoscere e sottolineate il valore e l'importanza della famiglia non esclude all'evidenza il sorgere o l'esistenza di atti e formazioni sociali (previste e tutelate dall'art. 2 della Costituzione) le cui finalità siano ritenute meritevoli di tutela e non contrastanti con i principi costituzionali;
Coopie di fatto, una lunga storia di discriminazioni
20 Dic 2005
Coppie di fatto, una lunga storia di discriminazioni
a cura di Stefano Pieralli
Bologna 20 dicembre 2005
L’unione di due persone conviventi, non sancita dal matrimonio, è antica come il mondo. Tuttavia, quasi sempre questa particolare relazione ha avuto vita solo nell’ombra: spesso perseguitata, nella migliore delle ipotesi tollerata. Solo nel XIX secolo, a opera principalmente di alcune letterate coraggiose, essa assume una rilevanza e una dignità propria, soprattutto nella veste di opposizione alle norme discriminatorie contenute nelle leggi matrimoniali che pongono il coniuge femminile in una condizione di generale subalternità.
Il concetto di cittadinanza va reinterpretato e svincolato da un presupposto di appartenenza ad uno stato nazione fondato sull’omogeneità etnica, religiosa e culturale, ma legato alla volontà e alla disponibilitàdell’individuo di fare parte di una comunità. Il fenomeno, che per comodità di ragionamento definiamo “globalizzazione”, ci pone innanzi ad un dato di fatto: il costituirsi delle nostre realtà territoriali in comunità multietniche, con riferimenti culturali e religiosi tra loro diversi.
“…..non c’è dignità umana senza fine dell’indigenza, ma non c’è neanche una felicità adeguata all’uomo senza la fine della sudditanza vecchia e nuova” (Ernest Bloch)
Ritengo si possa partire dallapremessa che l’illuminismo borghese ha fallito. Per contestare questa affermazione non basta pensareai postulati ugualitari. L’uguaglianza formale davanti alla legge non deve essere confusa con l’uguaglianza materiale delle prospettive di vita, anzi, si presta egregiamente a impedirla, come dimostra la storia della società borghese.
Insulti, pestaggi, licenziamenti, mobbing, sfruttamento, minacce, estorsioni, coercizioni, vessazioni, molestie, abusi e violenze sessuali, stupri, spedizioni punitive, omicidi preterintenzionali e premeditati? al di là del genere biologico, dell’età anagrafica, dell’orientamento affettivo/sessuale, della nazionalità, del colore della pelle, del ceto sociale, della preparazione scolastica, della professione, delle condizioni economiche, delle convinzioni politiche e della fede religiosa.
Tutti in Pacs a Roma il 26 novembre Bologna 27 ottobre 2005
Il desiderio di libertà delle cittadine e dei cittadini di questo paese è un fiume in piena. Noi, donne e uomini, lesbiche e gay, eterosessuali e bisessuali, transessuali e transgender, credenti e non, cittadini italiani e portatori di altre culture, vogliamo essere protagonisti della nostra vita. Chiediamo il rispetto delle nostre identità, delle nostre specificità, della nostra creatività. Rivendichiamo il diritto a portare avanti in modo autonomo il nostro progetto di vita, e a costruire, come facciamo, solidarietà, coesione sociale, relazioni d’amore.